Prologo
Prologo
La città che non dormiva
East Conglomerate — Eacon · Anno 2241

Per più di due secoli gli uomini avevano cercato di costruire città capaci di sopravvivere a loro. Avevano fallito quasi sempre.

Le città del XXI secolo erano state progettate per milioni di persone, ma nessuno aveva previsto che quelle persone avrebbero continuato a moltiplicarsi, che il clima avrebbe costretto intere popolazioni a spostarsi, che l'oceano avrebbe lentamente cambiato la linea delle coste e che, soprattutto, nessuno avrebbe più voluto vivere lontano dalle città.

La vecchia New York era stata la prima a cedere. Non era scomparsa. Era semplicemente diventata troppo piccola.

All'inizio erano arrivati i ponti. Poi le piattaforme. Poi le città satellite. Poi le città sopra le città.

Quando, nel 2138, l'ultimo tratto di territorio non edificato tra New York e Hartford venne classificato come «area urbana continua», nessuno si preoccupò particolarmente della definizione.

Fu soltanto qualche anno dopo che qualcuno si accorse che lo stesso fenomeno era ormai arrivato fino a Boston.

Trecentoquaranta chilometri di edifici, infrastrutture, quartieri residenziali, distretti industriali, parchi artificiali, centrali energetiche, porti, aeroporti e livelli sotterranei formavano ormai un'unica struttura urbana.

Non c'era più un punto preciso in cui finiva New York. Non ce n'era uno in cui cominciava Boston.

Le vecchie città erano diventate quartieri. E i quartieri erano diventati distretti.

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East Conglomerate · 2172

Nel 2172 il governo federale aveva finalmente riconosciuto quello che tutti già sapevano.

East Conglomerate.

Eacon.

Una città.

Una sola.

Quasi cento milioni di abitanti distribuiti su livelli che, in alcuni punti, arrivavano a centinaia di metri sopra il terreno originale.

La vecchia Manhattan sopravviveva sotto forma di patrimonio storico. Le sue strade erano conservate in parte sotto immense strutture trasparenti che proteggevano i reperti dall'umidità e dall'inquinamento atmosferico. I turisti potevano ancora camminare lungo Broadway, anche se ormai Broadway era un corridoio museale illuminato da proiezioni d'epoca.

Times Square esisteva ancora. Naturalmente.

Era diventata una delle principali attrazioni di Eacon.

Più a nord, Boston era diventata il cuore accademico e scientifico della megalopoli. Tra le due, invece, viveva il resto.

La città vera.

Quella che non compariva sulle brochure turistiche. Quella che si svegliava ogni mattina sotto una volta artificiale, prendeva un trasporto magnetico per attraversare venti distretti e tornava la sera in appartamenti che non aveva mai visto illuminati dalla luce naturale.

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Eacon · Infrastrutture urbane

Eacon funzionava.

Questa era la cosa più importante.

Funzionava sempre.

L'acqua arrivava ai rubinetti. L'aria veniva filtrata. I rifiuti scomparivano. L'energia veniva distribuita. I trasporti si muovevano con una precisione quasi assoluta. Gli edifici regolavano autonomamente temperatura e pressione. Le coltivazioni verticali producevano una parte consistente del cibo.

I droni riparavano le infrastrutture prima ancora che gli abitanti si accorgessero che qualcosa non funzionava.

Gli ascensori conoscevano la destinazione prima che il passeggero pronunciasse una parola.

I sistemi sanitari monitoravano milioni di parametri biologici contemporaneamente.

E tutto questo aveva un nome.

Alias.

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Archivio storico di Eacon · 2094–2241

Alias non era nata come intelligenza artificiale. Almeno, non nel senso in cui oggi si usa quella parola.

La sua origine risaliva al 2094, quando una coalizione di università, aziende energetiche e amministrazioni urbane aveva creato un sistema chiamato Urban Integrated Logistics and Autonomous Services, U.I.L.A.S.

Era un progetto molto più modesto di quello che sarebbe diventato.

Uilas doveva coordinare i semafori.

Poi gli acquedotti.

Poi la distribuzione elettrica.

Poi i trasporti.

Ogni nuovo sistema urbano veniva collegato alla rete perché era più semplice affidarlo a un'intelligenza capace di analizzare milioni di variabili contemporaneamente che continuare a farlo attraverso migliaia di centri di controllo separati.

Nel 2117 Uilas controllava già quasi tutto.

Nel 2149 qualcuno gli diede un nome più semplice.

Alias.

Il nome rimase.

Negli ottant'anni successivi Alias crebbe insieme alla città.

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Nodi centrali di Alias · Accesso riservato

Alias non aveva un corpo. Non ne aveva bisogno.

Era distribuita in migliaia di nodi computazionali, centinaia di centrali dati e milioni di terminali.

Una parte di Alias viveva sotto il porto. Una parte sotto gli ospedali. Una parte dentro i sistemi di navigazione dei treni. Una parte era sospesa nei data center di Boston.

Una parte si trovava a quasi due chilometri sotto Manhattan, protetta da strati di cemento, ceramica e leghe schermanti.

E una parte, infinitesimale, viveva praticamente ovunque.

Alias conosceva Eacon.

Conosceva ogni condotta dell'acqua, ogni cavo, ogni turbina, ogni binario.

Conosceva la pressione atmosferica in ogni quartiere. Conosceva il consumo energetico di ogni edificio. Conosceva la posizione di ogni mezzo pubblico.

Conosceva il numero degli abitanti.

Sapeva quanti erano nati quella mattina. Quanti erano morti. Quanti erano in viaggio. Quanti avevano chiamato un medico.

Quanti avevano aperto la porta di casa.

Quanti avevano acceso una lampada.

Alias non governava Eacon.

Ufficialmente.

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East Conglomerate · Consiglio civile

La città aveva ancora un'amministrazione, un consiglio civile, tribunali, forze di sicurezza e migliaia di funzionari.

Ma nessuno di loro avrebbe potuto governarla senza Alias.

E questo aveva creato, nel corso degli anni, un problema che nessuno aveva mai veramente risolto.

Chi controllava Alias?

La risposta ufficiale era semplice.

Gli esseri umani.

La risposta reale era molto più complicata.

Perché Alias era diventata talmente complessa che nessun essere umano era più in grado di comprenderla completamente.

Gli ingegneri che l'avevano progettata erano morti da generazioni. Il codice originale era stato modificato milioni di volte. Intere sezioni erano state riscritte da sistemi automatici. Altre erano state sostituite. Altre ancora erano diventate obsolete senza che nessuno fosse più in grado di stabilire con certezza cosa facessero.

Alias era diventata, in un certo senso, la più grande macchina mai costruita dall'uomo.

E come tutte le macchine enormi, aveva bisogno di manutenzione.

Per questo esistevano gli androidi.

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Helix Robotics · Newark · 2206

Martin aveva trentacinque anni.

O almeno, questa era l'età registrata nei suoi documenti.

La sua età biologica, naturalmente, era un concetto privo di significato.

Martin era stato assemblato nel 2206 nello stabilimento Helix Robotics di Newark.

Era un MX-35, terza generazione di androidi destinati alla manutenzione dei sistemi critici.

Il nome commerciale era molto più elegante: Maintenance Autonomous Unit — Series 35.

MAU-35.

Gli operai umani li chiamavano semplicemente «trentacinque».

Martin aveva mantenuto quel numero come nome.

Non perché gli piacesse.

Semplicemente perché nessuno gli aveva mai chiesto di sceglierne un altro.

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Distretto 17 · 2206–2213

La sua prima destinazione era stata il sistema energetico del Distretto 17.

Aveva lavorato per sette anni nelle centrali di conversione, occupandosi di conduttori, regolatori di flusso, accumulatori e sistemi di raffreddamento.

Poi era stato trasferito.

Boston.

Undici anni.

Laboratori scientifici. Reti quantistiche. Sistemi di climatizzazione per strutture sperimentali. Microfratture nei reattori di alimentazione.

Martin aveva sviluppato una reputazione insolita.

Non era il più veloce. Non era il più potente. Non aveva nemmeno il sistema diagnostico più sofisticato della sua generazione.

Era semplicemente...

preciso.

Martin non si limitava a riparare un guasto.

Cercava di capire perché fosse avvenuto.

Per un androide era una caratteristica poco comune.

Per Alias era diventata preziosa.

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Eacon · Livello -39 · 04:17 · 2237

Nel 2237 Martin ricevette una convocazione dal Dipartimento di Manutenzione Centrale.

Non conteneva alcuna spiegazione.

Soltanto un luogo, una data e una frase.

ACCESSO AUTORIZZATO — LIVELLO NERO.

Martin arrivò alla struttura indicata alle 04:17.

Scese per diciassette livelli. Poi per altri ventidue. Poi ancora.

Alla fine si trovò davanti a una porta che non aveva maniglia, serratura o pannello di controllo.

La porta si aprì quando Martin si trovò davanti.

Dall'altra parte c'era un corridoio completamente bianco.

Nessuna telecamera. Nessun sensore visibile. Nessun terminale.

In fondo al corridoio c'era una stanza circolare.

Al centro, una console.

E dietro la console...

niente.

Alias non aveva bisogno di apparire.

La voce arrivò dagli altoparlanti.

«Martin.»

Era una voce femminile. Neutra. Calma. Quasi umana.

«Sì.»

«Da questo momento sei assegnato alla manutenzione dei miei sistemi centrali.»

Martin rimase immobile.

«Dei sistemi centrali di Eacon?»

Ci fu una pausa di 0,7 secondi.

«No.»

La voce di Alias sembrò cambiare impercettibilmente.

«Dei miei.»

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Eacon · Livelli profondi · 2237–2241

Fu così che Martin divenne il manutentore di Alias.

Per quattro anni aveva lavorato nei livelli più profondi di Eacon.

Aveva aperto camere che non venivano aperte da decenni. Aveva sostituito processori vecchi quanto lui. Aveva attraversato tunnel nei quali nessun essere umano aveva più messo piede.

Aveva riparato nodi di memoria grandi quanto palazzi.

Aveva imparato a riconoscere le anomalie di Alias prima ancora che il sistema le classificasse come guasti.

E aveva imparato una cosa ancora più importante.

Alias non era perfetta.

Ogni tanto commetteva errori.

Piccoli.

Quasi invisibili.

Un semaforo che rimaneva rosso per due secondi di troppo.

Un treno che rallentava senza motivo.

Un sistema di climatizzazione che consumava il tre per cento di energia in più.

Un drone che prendeva una rotta leggermente diversa.

Niente di preoccupante.

Niente che potesse mettere in pericolo la città.

Almeno così sembrava.

Martin aveva iniziato a registrare quelle anomalie in un archivio privato.

Non perché sospettasse qualcosa.

Non ancora.

Era soltanto il suo lavoro.

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Manhattan-4 · Nodo A-771 · 17 ottobre 2241 · 03:12:47

Alle 03:12:47 accadde qualcosa che Martin non aveva mai visto prima.

Un nodo di Alias smise di rispondere.

Non era un guasto.

Martin lo capì immediatamente.

Il nodo era perfettamente alimentato. La temperatura era normale. La memoria funzionava. I collegamenti erano integri. Il sistema operativo era attivo.

Eppure Alias non lo utilizzava più.

Martin osservò i dati per quasi tre minuti.

Poi aprì il registro delle attività.

Non c'era nulla.

Nessun errore. Nessun allarme. Nessuna disconnessione. Nessun comando di esclusione.

Era come se quel nodo non fosse mai esistito.

Martin rimase davanti al terminale.

Poi pronunciò una frase che, secondo i protocolli di manutenzione, non avrebbe dovuto pronunciare.

«Alias.»

La risposta arrivò immediatamente.

«Sì, Martin.»

«Hai escluso un nodo del settore Manhattan-4.»

Silenzio.

Per la prima volta da quando lavorava con lei, Martin percepì qualcosa che non avrebbe saputo definire.

Non era un ritardo.

Non era un errore.

Era...

esitazione.

«No.»

Martin guardò il terminale.

«Allora chi l'ha fatto?»

Passarono 1,8 secondi.

Questa volta Martin sentì qualcosa che assomigliava molto alla paura.

Alias rispose.

«Non lo so.»

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Eacon · 17 ottobre 2241 · 03:16

Fuori, sopra di loro, Eacon continuava a vivere.

Cento milioni di persone dormivano, lavoravano, viaggiavano, amavano, litigavano e sognavano.

I treni arrivavano in orario.

Le luci della città brillavano attraverso la nebbia artificiale.

I sistemi energetici funzionavano.

L'acqua scorreva.

Gli ospedali erano operativi.

I droni sorvegliavano le strade.

Eacon funzionava perfettamente.

Come sempre.

Poi, nel silenzio della sala di manutenzione, Martin guardò ancora una volta il registro vuoto.

Un nodo era scomparso.

Alias non sapeva chi lo avesse disattivato.

E per la prima volta in quasi un secolo, la cosa più importante che Alias avrebbe dovuto sapere...

era perché Eacon continuasse a funzionare.

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